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per stabilire il contatto mentale e poi cliccateci su.
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P.link ¦commenti (2)| categoria: cose che capitano
In effetti: "Mah!"
PS: Vi chiederete: e il giardiniere che c’entra? Niente; stava lì e dispensava consigli
Mitilene è passata di qui alle 09:55
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Appunto. Guarda dove sono finita.
Mitilene è passata di qui alle 08:40
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Le mie umane mi hanno chiamato Matisse Antonio Primo detto “Il Bellacoda”, perché a loro il Barone Rampante di Calvino (che ha chiamato il bassotto Ottimo Massimo) gli fa un baffo.
Pensate che nei siti di argomento si dice che gli umani che ci scelgono sono culturalmente evoluti, una razza molto selezionata che ama ed apprezza l’essenza felina. Sì, come no; l’umana che mi ha preso nemmeno lo voleva, un gatto! Figuriamoci scegliere la razza; le sono capitato in braccio io (ero un cucciolo di nemmeno un mesetto), lei si è intenerita e mi ha portato via dalla campagna.
Io avevo capito tutto; questa se le intorta con due scemate e si fa pagare a peso d’oro. Beh, io ci ho provato a proteggere le mie umane; ho intimato alla tipa di andare, ma lei mi ha innaffiato. Mi ha inseguito per tutta casa con quel dannato spruzzino, senza che le mie umane facessero nulla per aiutarmi. Ve la siete voluta, dico io; e infatti le umane tonte hanno sganciato un centinaio di euro per sentire dire le stesse cose che dicevo io già da un anno gratis; l’appartamento è piccolo e mi sento represso.
E comunque, sapete cosa mi hanno fatto loro, invece? Mi hanno preso con l'inganno. Ecco una grande bugia degli umani a cui non credere mai: “entra nella gabbietta, sarà divertente!”.
Non so cos’è successo, ma quando mi sono svegliato ero tutto pieno di tintura di iodio proprio lì; e lì non c’era più niente. Che onta, che vergogna. L’occhio della mia umana è tornato come prima, ma io? Castrato a vita e senza mai conoscere gattine.
Che devo fare? Mi sono adattato. Almeno qui sto tranquillo, al caldo, ben pasciuto.
Oggi compio due anni; c’è anche di buono che le mie umane ogni tanto mi scodellano qualcosa di speciale. Uno yogurt, un budino al latte dei loro, un po’ di formaggino spalmabile… oh, sì, meowmeow, ancora, prrrr, ancora…
Felini miei, cosa non si fa per vivere!
Mitilene è passata di qui alle 09:57
P.link ¦commenti (3)| categoria: il gatto
Attenzione alle declinazioni: i maschi che stanno per cambiare sesso sono LE transessuali (MtoF), le femmine che fanno il percorso inverso sono I transessuali (FtoM). Al contrario, insomma, e giustamente visto che l’altro è il sesso a cui desiderano/stanno per appartenere. Alla fine della transizione, i/le transessuali saranno anatomicamente e legalmente riconosciuti/e come appartenenti ad uno dei due sessi (M o F) secondo il caso.
Quello che a noi sembra uno stadio intermedio (il terzo sesso) non lo è affatto per loro, che ancor prima di tutti i riconoscimenti anagrafici, sanno benissimo a quale sesso appartengono. Una mia amica trans, già prima di operarsi diceva: io sono donna da sempre, anche quando avevo un aspetto maschile.
Ci sono transessuali omo ed etero, ci sono omosessuali travestiti, ci sono travestiti eterosessuali, ci sono bisessuali, transessuali bisessuali e qualsiasi altro incrocio possibile vi venga in mente. Anche quelli che non vi vengono in mente, perché “ci sono più cose in cielo e in terra che non nella nostra filosofia”…
Bene, la lezione è finita; se volete svolgere i compiti a casa, scrivetemi in privato e vi segnalo una bibliografia di riferimento 
Mitilene è passata di qui alle 12:26
P.link ¦commenti (5)| categoria: robe varie
"In te Domine speravi, non confundar in aeternum"
Mitilene è passata di qui alle 17:36
P.link ¦commenti (4)| categoria: cose che capitano
Evidentemente (e meno male) la blogosfera è territorio per tutte le età. Chissà che prima o poi non debutti in rete anche la mia scintillante zietta centenaria. Sta sempre a lamentarsi perché dice che oggi non scrive più nessuno: «E sempre peggio sarà, con tutti ‘sti telefoni che vi escono pure dalle tasche!»
Mitilene è passata di qui alle 08:43
P.link ¦commenti (2)| categoria: robe varie
Nemmeno fuori, signora mia; avrei voluto dirle.
Mitilene è passata di qui alle 06:19
P.link ¦commenti (2)| categoria: certa gente

Mitilene è passata di qui alle 11:36
P.link ¦commenti (2)| categoria: robe varie
Il risultato è decente, anche se noi siamo solo una pallida imitazione delle nostre mamme. La mia, ad esempio, vantava come prova della sua forza fisica di riuscire a spostare la lavatrice da sola.
Ho sempre creduto che una simile prodezza fosse prerogativa esclusiva di mia madre (che era in effetti parecchio robusta), finchè la Ciù non mi ha guardato dritto negli occhi: da già che ci siamo, perché non pulire anche dietro la lavatrice?
La Ciù, che ha nostalgia di casa, ha comprato due videofonini in offerta; uno per sé, uno per i genitori. Tanto simpatici, ‘sti strumentini, ma richiedono una luce adeguata e la necessaria scenografia.
Abbiamo scelto l’angolino più lindo e ordinato, lo abbiamo illuminato con tutte le lampadine disponibili e ci siamo strette davanti all’obiettivo per comunicare la notizia.
Non l’ha detto, ma noi lo abbiamo sentito lo stesso.
Poi, conscia che la missione di ogni mamma è di incoraggiare i bimbi e sostenerli nei loro piccoli progressi, la Signora Ciù ha sorriso entusiasta: «Brave, brave!», ci ha detto. «Pulite casa, ogni tanto…»
Mitilene è passata di qui alle 13:24
P.link ¦commenti (4)| categoria: il monolocale
Avrei passato il resto della mia vita in un capannino industriale, dentro un capannone industriale. Dalla finestrella vedevo le tute blu caricare e scaricare cassoni. Quando si avvicinavano, l’orizzonte si riduceva al loro faccione stampigliato sul vetro; ritira la bolla, controlla la bolla, carica la bolla, emetti la bolla, stampa la bolla, consegna la bolla. Di fronte a me un vecchio terminale con AS400; schermo nero e scritte bianche con tutti i comandi da digitare a mano.
La mia collega era velocissima, efficiente, davvero brava. Io, con contratto interinale, guadagnavo più di lei che stava lì da anni. Ma prima, mi raccontava, prima di finire qui aveva un’attività tutta sua; una roba che fatturava un miliardo all’anno.
Altra azienda, sempre indotto auto, ma almeno avevo conquistato il piano alto; niente più oscuri capannoni rumorosi. Il lavoro sopra stavolta sembrava rose e fiori. Niente codici da inserire; anzi, il primo compito che mi affidarono fu di scrivere una lettera di protesta, pacata nei modi ma vibrante nei toni.
Riuscite ad immaginare una cosa del genere? Bene, io la scrissi. Fu un testo ispirato; i destinatari, ero certa, sarebbero rimasti in silenzio, lo sguardo basso, a meditare contriti sui loro errori. Ricevetti perfino i complimenti dell’Amministratore Delegato, il Dottore.
L’unica a mostrarsi moderatamente risentita era la responsabile pensionanda della segreteria amministrativa, ragioniera e quadro. Stava preparandosi ad impegnare il tempo libero in cose che non aveva mai avuto la possibilità di approfondire; passavamo il tempo in conversazioni sull’arte e la filosofia. Ma poi se ne andò.
A me rimasero colleghe brave, che dico, bravissime. Vere virtuose della contabilità, assi della gestione del personale; amavano il loro lavoro e si vedeva che non stavano lì solo per lo stipendio. No, loro stavano lì per i complimenti. I complimenti del Dottore. Il regalo di natale del Dottore. Gli accenni di conversazione col Dottore.
Le mie colleghe erano studentesse universitarie; il loro impegno era apprezzato in azienda, così come la prospettiva della laurea. Tutta gente che lavorava potendone fare a meno. E stranamente, per questo motivo, aveva un rapporto più maturo con le responsabilità che si era liberamente addossate.
Anche dentro il capannino del capannone c'era un caso simile; una ragazza ammirata per la sua dedizione al lavoro, tanto più che non aveva bisogno di andarci. Era molto, molto brava e molto, molto motivata: in occasione di uno sciopero, accolse la notizia del picchetto con gran disappunto: "Pensa tu, non posso entrare al lavoro solo per quattro deficienti di operai!"
1Corinne Maier, Buongiorno Pigrizia, Ed. Bompiani
Mitilene è passata di qui alle 22:10
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La cura non è che sia una novità rivoluzionaria; è sempre la stessa, ma almeno adesso la sta seguendo. Fa la matta ad interim; un’iniezione mensile di Serenase a rilascio graduale la lascerà tranquilla per una ventina di giorni. Sta già meglio.
E io mi mordo la lingua; ad interim.
Mitilene è passata di qui alle 12:40
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Per festeggiare i primi 100 accessi, come Zio Paperone appendo qui la mia Numero Uno!
Mitilene è passata di qui alle 21:46
P.link ¦commenti (1)| categoria: cose che capitano