lunedì, 02 giugno 2008

   "Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane."
    No, guardi, qui c'è da parlare e parlo quanto mi pare! Per prima cosa, non odi parole che dico perchè piove giù chediolamanda, non riesco a scendere dall'auto e qui dentro tutte le gocciole -che sono grosse come chicchi di grano, gocciole un corno!- rimbombano sulla lamiera, mentre ti urlo al cellulare che la casa che ci stai vendendo, quella per cui abbiamo versato già la caparra la settimana prima che iniziasse 'sto diluvio, quella casa lì dico, si trova esattamente sulle soglie del bosco!
   "Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove sui pini scagliosi ed irti, piove su i mirti."
   Eh. Piove. Lo so che piove; son tre settimane e fischia che piove ogni santo giorno. Piove la sera, la mattina, di notte, al pomeriggio. Piove dentro i ruscelli che s'ingrossano, i fiumi che esondano, i guadi che non si lasciano guadare più: io avrò una casa alle spalle del fiume, quella per cui ho già versato la caparra, di questa le sto parlando!
   "Piove su le tue ciglia nere sì che par tu pianga ma di piacere."
   Piacere? Te lo do io il piacere! E' emergenza alluvione in Piemonte, le scuole son chiuse da due giorni, i comuni qua intorno registrano danni, già tre vittime e dispersi, si temono altri smottamenti e la valle in cui andrò ad abitare è delimitata da due fiumi!
   "Piove su la favola bella che ieri t'illuse, che oggi m'illude, o Ermione."
   Ermione  sarà citrulla, ma io no, caro il mio agente immobiliare, me non m'incanti! Io ho firmato per un cascinale abitabile, non per un rudere franato!
   "E andiam di fratta in fratta, or congiunti or disciolti ( e il verde vigor rude ci allaccia i melleoli c'intrica i ginocchi) chi sa dove, chi sa dove!"
   Corri pure fra le fratte, chi sa dove, pure in capo al mondo vengo e ti piglio e vedi come te li intrico io, i ginocchi! Sa da piccola dove avevamo la casa in campagna? Alle falde di Cozzo Petroso. E sa perchè si chiamava così? Perchè erano tutte pietre, che appena spuntava un ciuffetto di erba qualcuno gli dava fuoco, a lui e a tutti i boschi intorno. Fuoco, incendi dolosi, capisce? Sono sopravvissuta venticinque anni in una terra sismica, vulcanica, tsunamica e riarsa; vedi tu se devo fare la fine del topo sulla riva del fiume, col fiume che scorre in soggiorno!
   "O Ermione!"
   Ermione, lo dici a tua sorella! Io mi appello al Protocollo di Kyoto, al Governo Ladro, all'Anticiclone delle Azzorre! Ha capito, caro lei? Io voglio parlare col Colonnello Bernacca, subito!

Mitilene è passata di qui alle 16:47


giovedì, 27 dicembre 2007

   Che l'esame di perfezionamento post-lauream dovevo ancora sostenerlo, che avrei dovuto prendere il treno per Padova alle due del pomeriggio al massimo ed all'una e diciotto ero ancora beatamente a casa, che agguantavo quattro cose di fretta in valigia e il taxi non arrivava mai, che non sapevo se il treno bisognava prenderlo alla Stazione Centrale (di Palermo) o alla Stazione Lingotto (di Torino), che sceglievo il Lingotto su consiglio del taxista e poi mi rendevo conto che anche partendo alle quattordici non sarei mai arrivata a Padova in tempo per l'esame, che era alle diciassette.
   Che in hotel incontravo gli altri colleghi a rassicurarmi che tanto l'esame era il giorno dopo e a terrorizzarmi perchè non solo non avevo idea delle cose da studiare, ma avevo anche dimenticato il libro e pure gli slip di ricambio, che dovevo assolutamente trovare un negozietto per rifornirmi e una libreria, che forse ce n'era uno sulla strada per l'università, ma che io non me la ricordavo più questa strada.
   Che telefonavo ad una mia amica per avere dei ragguagli e lei mi strigliava: "Ma come, non ti ricordi più la strada, dopo tutte le volte che sei andata a lezione?", e io a chiedermi se davvero c'ero mai andata a 'ste lezioni.
   Che la mia amica preoccupatissima sondava la mia preparazione, che di psicologia bene o male quattro cose le sapevo, che però non sapevo quella più importante, perchè l'esame funzionava così: che se volevi l'attestato e i punti in graduatoria dovevi rispondere anche all'ultima domanda, quella sulla Teoria di Tucks.
   Che non avevo idea di chi accidenti fosse 'sto Tucks, che riuscivo ad usurpare una postazione internet, che di 'sto Tucks Google sapeva dirmi solo che era uno strenuo difensore del cognitivismo e niente più.
   Che telefonavo di nuovo alla mia amica e lei esasperata mi chiedeva con che faccia tosta mi stessi presentando a questo esame e finalmente apprendevo che la Teoria di Tucks recita così: "La probabilità di un ponte di rappresentare una via di uscita rimane in piedi finchè rimane in piedi il ponte stesso".
   E' grave, dottò?

Mitilene è passata di qui alle 08:58

 
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